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	<title>Axia's Journals</title>
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	<author><name>axia</name></author>
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	    <title>Il 22 Dicembre nacque Messina</title>
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	    <issued>2006-05-15T14:02:53Z</issued>
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	    <created>2006-05-15T14:02:53Z</created>
	    <summary type="application/xhtml+xml"><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN style="FONT-SIZE: 18pt; FONT-FAMILY: Algerian">G</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial">li antichi&#133;]]></summary>
	    <author><name>axia</name></author>
	    <content type="application/xhtml+xml" mode="xml" xml:lang="en-us"><![CDATA[&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 18pt; FONT-FAMILY: Algerian&quot;&gt;G&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;li antichi recitavano che Messina, siede in su la riva del Mare Ionio e del Mar Tirreno dove, come in luogo arcano e magico, vi &#195;&#168; l&#226;&#153;incontro e l&#226;&#153;intreccio di due masse acquee complementari, ma di composizione differente.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Ed anche a causa di ci&#195;&#178; &#195;&#168; come se nella stessa citt&#195;&#160; vivesse un dualismo di sensazioni e sentimenti che si infrangono gli uni sugli altri. Questo specchio immenso d&#226;&#153;azzurro che racchiude ed abbraccia insieme il mare ed il cielo era abitato ed era dimora di una coloratissima e bellissima dea, Eos, l&#226;&#153;Aurora, che Orione seduceva ed amava completandosi in essa stessa. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Il mare ed il cielo attraverso l&#226;&#153;Aurora perfezionavano la sfera, solido geometrico compiuto per i greci, simmetrico e divino. Il Gigante Orione si immergeva nel mare tuffandosi dal blu del manto di stelle. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Cos&#195;&#172; la mitologia narra che gli dei per celebrare se stessi ed essere ricordati dagli uomini, dopo essersi immersi nella vasca dell&#226;&#153;immortalit&#195;&#160; trovavano la loro dimora eterna su in cielo quasi per mitizzare, deificare ed eternare le loro gesta leggendarie ed eroiche, fissandosi per sempre nella dimora del Grande Zeus, nell&#226;&#153;Immensit&#195;&#160; e nell&#226;&#153;Etere. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Il Montorsoli, ricorda il mito e lo rappresenta attraverso il leggendario gigante cacciatore, di straordinaria bellezza e di forza prodigiosa, nella fontana omonima, dove Orione &#195;&#168; al vertice  e sotto di lui l&#226;&#153;acqua, arch&#195;&#168; di vita, si tuffa nelle varie vasche e tutto, dall&#226;&#153;orizzonte all&#226;&#153;apice &#195;&#168; controllato dalla divinit&#195;&#160;  che ne gestisce le fila. La volta celeste si fonde in un unico corpo con il mare e le brillanti stelle che a loro volta riflettono la loro luce sul mare e sulle cose create dagli umani.      &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Ecco che le grandi civilt&#195;&#160;, come quella della citt&#195;&#160; di Zancle, la pi&#195;&#185; antica tra le siciliane secondo molti studiosi, trova nel divino cosmo il proprio alter ego, la propria forza e questo si realizza proprio il 22 dicembre, giorno della sua fondazione, sotto il segno della costellazione di Orione che in quella sera &#195;&#168; allo zenit sopra il cielo della citt&#195;&#160; peloritana. E proprio Orione &#195;&#168; considerato l&#226;&#153;architetto millenario e leggendario per eccellenza, colui che costru&#195;&#172;, secondo quanto riportato da antiche scritture, il tempio di Nettuno a Messina, proprio a piano Margi, dove si trovava il terzo, ormai prosciugato lago di Ganzirri. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Ma chi era Orione e che c&#226;&#153;entra con Messina e con la nascita della nostra citt&#195;&#160;? Possiamo intuire, pur senza aver studiato il mito e la storia, che Messina ha un grande legame con il mare, il cielo e con le leggende collegate con esse. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Il primo tempio ad essere costruito &#195;&#168; stato, appunto, quello di Nettuno padre dello stesso Orione, le pi&#195;&#185; belle fontane lasciate dai terremoti sono quelle, come se questo lo volesse un ordine ed un volere divino superiore, che riguardano proprio Orione, colui che ampli&#195;&#178; e rese divina la citt&#195;&#160; peloritana, che si trova nella Piazza della Cattedrale e quella del Nettuno che &#195;&#168; posta a Piazza del Governo. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Se anche il pi&#195;&#185; grande scultore del tempo, il Montorsoli ed il pi&#195;&#185; grande matematico Maurolico decisero, in periodo umanista e rinascimentale,  che tra i simboli della citt&#195;&#160; dovevano primeggiare gli dei del mare sicuramente questo ha un ancestrale significato. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Ma seguiamo un ordine cronologico e di descrizione per capire meglio il campo dove agiamo e cosa accadde nel sito dove poi vide la luce la nostra citt&#195;&#160; agli albori della civilt&#195;&#160;. I nostri avi attraverso la  trasmissione orale e quella scritta dei libri scientifici e mitologici ci hanno raccontato che Messina &lt;I&gt;&#226;&#156;&#195;&#168; sorta ad anfiteatro, con sulla destra il ricurvo braccio di S. Rainiero, con sulla sinistra lo storico Peloro, con sulle spalle una catena amenissima di colline, fra le quali primeggiano l&#226;&#153;Oliveto, la Guelfonia, la Caperrina e il Tirone&#226;&#157;, &lt;/I&gt;il tutto racchiuso in un clima delizioso con 38&#194;&#176; 17&#226;&#153; di Latitudine e 33&#194;&#176; 33&#226;&#153; di Longitudine. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Queste coordinate nel giorno del 22 dicembre si contrappongo e sovrappongono perfettamente con la Costellazione della Lepre e con quella di Orione. Quindi nella data del 22 dicembre Messina si ritroverebbe dentro l&#226;&#153;apertura di diverse dimensioni. Come se fosse un puzzle tutto &#195;&#168; coincidente ed in quel d&#195;&#172; le tre sorelle (le costellazioni della Lepre, di Orione e la citt&#195;&#160; di Messina) diventano un tutt&#226;&#153;uno. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Anche i greci riprendono il mito e tra le prime monete di quell&#226;&#153;epoca battute proprio a Messina  ve ne sono alcune dove c&#226;&#153;&#195;&#168; raffigurata proprio una lepre con la scritta &#226;&#156;Messanion&#226;&#157;. Dunque secondo la tradizione Messina &#195;&#168; nata il 22 dicembre. Orione, stella magnifica delle notti decembrine, famosa per la sua visibilit&#195;&#160;, sorge a Est, dopo l'imbrunire; culmina a Sud, nelle prime ore della notte; tramonta a Ovest, a notte inoltrata, proprio come Messina che sorge a est sul mare, culmina a Sud e degrada a ovest sulle sue colline. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Anche da qui, da questa rappresentativa, si individua lo stretto legame fra la costellazione di Orione e Messina. Se osserviamo la costellazione notiamo che la stella pi&#195;&#185; luminosa del complesso di Orione &#195;&#168; quella che individua la spalla sinistra, ed essa appare di un colore rosso, gli arabi la battezzarono &lt;B&gt;Betelgeuse&lt;/B&gt;, che significa propriamente spalla &lt;B&gt;Menkib-al-giauza&lt;/B&gt;, cio&#195;&#168; &quot;la spalla del gigante&#226;&#157;. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Gli scienziati che l&#226;&#153;hanno studiata e catalogata hanno appurato che essa ha un diametro 600 volte superiore a quello del sole. Se fosse messa al centro del nostro sistema solare, il suo disco inghiottirebbe tutti i pianeti pi&#195;&#185; interni: Mercurio, Venere, Terra e Marte; e la sua atmosfera si estenderebbe fino all'orbita di Giove. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Altra stella luminosissima, la seconda dopo Betelgeuse &#195;&#168; &lt;B&gt;Rigel&lt;/B&gt;. che si trova nel piede destro del fondatore, caratterizzato da un intenso colore blu. Si &#195;&#168; calcolato che se Rigel potesse essere avvicinata fino a qualche anno-luce dalla Terra, per esempio alla distanza di Alfa Centauri, la potremmo vedere nello stesso splendore della luna piena. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Nel grembo di Orione, vi si trovano altre stelle dalla bellezza particolare, esse sono pi&#195;&#185; visibili rispetto alle compagne, una di queste &#195;&#168; M42, al suo centro si trovano quattro stelle giovanissime, denominate il Trapezio, partorite dalla condensazione della materia nebulare. Gamma Orionis, o &lt;B&gt;Bellatrix&lt;/B&gt; (che in latino significa &#226;&#156;la guerriera&#226;&#157;) &#195;&#168; una stella di magnitudine 1,9, distante dalla Terra 250 anni luce. Le tre stelle della cintura centrale di Orione sono &lt;B&gt;Alnilam&lt;/B&gt;, &lt;B&gt;Alnitak&lt;/B&gt; e &lt;B&gt;Mintaka&lt;/B&gt; (&#226;&#156;Cintura&#226;&#157;). Queste tre stelle sono note con diversi appellativi, per es. i tre Re Magi, o i tre Re, o il rastrello. Alnilam e Alnitak significano ambedue anche &#226;&#156;filo di perle&#226;&#157;. Le altre stelle meno importanti che formano la costellazione prendono il nome delle rimanenti lettere dell&#226;&#153;alfabeto greco e non hanno un nome proprio! &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Della costellazione della Lepre che affianca Orione, due sono le stelle pi&#195;&#185; importanti alfa o &lt;B&gt;Arneb&lt;/B&gt; e beta o &lt;B&gt;Nihal&lt;/B&gt;. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    Ma nella mitologia chi era Orione? Si racconta che a Messina gi&#195;&#160; prima di Orione aveva trovato posto un altro Gigante proveniente dalla stirpe degli spartani, Peloro, che secondo Esiodo, nella cosmogonia, ben 2148 anni a.C. , ben 1375 anni prima che fosse edificata Roma fiss&#195;&#178; la sua dimora dove oggi sorge la nostra citt&#195;&#160; per proteggere con i suoi prodigi e la sua forza la Sicilia dal terribile Tifeo (mitico gigante che voleva impossessarsi del mondo, incatenato nelle viscere della Sicilia e che in preda all&#226;&#153;ira sputa fuoco dall&#226;&#153;Etna). Peloro in greco significa Prodigio. Sempre secondo il mito di Diodoro, successivamente attratto dalla bellezza del sito, arriv&#195;&#178; un altro gigante, Orione amante del bello e del sommo bene, il quale fortific&#195;&#178; la citt&#195;&#160; edificando Castellamare, Rocca Guelfonia, e Castellaccio, dove vi &#195;&#168; una cisterna che attesta ancora oggi  l&#226;&#153;antichissima origine. Egli era nato da Nettuno ed era ritenuto come Peloro, un prodigioso. Il suo padre umano era Ir&#195;&#168;o, contadino che non aveva figli e dopo aver dato ospitalit&#195;&#160; a Zeus gli chiese in dono proprio un figlio, la  cosa era impossibile perch&#195;&#169; non aveva egli n&#195;&#169; una donna e n&#195;&#169; una moglie. Allora il saggio Zeus disse ad Ir&#195;&#168;o di sotterrare la pelle di una giovenca. Dopo alcuni mesi da quella nacque un bambino che chiam&#195;&#178; Orione. Sapendo di questo abilissimo e grandissimo gigante, Zanclo, Re dei nostri antenati, decise di dare una sistemazione migliore al porto e alla citt&#195;&#160; e cos&#195;&#172; chiam&#195;&#178; Orione, stimato da tutti come il pi&#195;&#185; grande architetto che fosse mai esistito. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 41.25pt 0pt 37.5pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;    E la mitologia  si intreccia e si impossessa della storia: si narra infatti che egli arrivato nella nostra citt&#195;&#160; edific&#195;&#178; il tempio per Nettuno, in onore del padre, formato da imponenti colonne. Quando il tempio croll&#195;&#178; a causa dei terremoti, le possenti colonne furono recuperate per abbellire la cattedrale. Si dice anche che realizz&#195;&#178; il promontorio del Faro per avvicinare la Sicilia alla Calabria e che con l&#226;&#153;accumulo dei detriti collinari e con &#226;&#156;Grosse Moli&#226;&#157;, form&#195;&#178; proprio quella falce, simbolo della storia cittadina. La falce, nel mito ripresa pi&#195;&#185; volte anche da Callimaco con la leggenda di Crono, venne da Orione denominata con il nome di Acte o Atte. Dopo aver costruito le bellezze e le magnificenze di Messina, con le sue piccole grandi unicit&#195;&#160;, il grande cacciatore-architetto, se ne torn&#195;&#178; da dove era venuto e secondo leggenda mor&#195;&#172; a Creta. Questo gigante aveva anche la possibilit&#195;&#160; di camminare sull&#226;&#153;acqua, era una divinit&#195;&#160; che grazie a quest&#226;&#153;ultimo elemento, che conosceva molto bene, poteva plasmare ogni cosa e dargli la forma pi&#195;&#185; bella e varia. Quest&#226;&#153;arte la impar&#195;&#178; da Atlante che ne fece non solo un bravo costruttore, ma anche un bravo cacciatore.  Spos&#195;&#178; prima Side che per la sua Superbia venne precipitata nel Tartaro. E dopo aver liberato Chio dalle belve, chiese al Re Enopione la mano della figlia Merope, ma quest&#226;&#153;ultimo lo ubriac&#195;&#178;, lo addorment&#195;&#178; e con un tizzone infuocato lo accec&#195;&#178; e gett&#195;&#178; i suoi occhi in mare. Il Cacciatore, and&#195;&#178; in cerca dei suoi occhi dopo averli ritrovati fece innamorare di s&#195;&#169; Artemide che lo nomin&#195;&#178; custode di un suo tempio in Zancle, che sorgeva sulla riviera e precisamente a Pace. In quel luogo i cacciatori si riunivano e dopo la preghiera andavamo a caccia sui Peloritani ai quali, proprio seguendo questo mito, secoli dopo i romani attribuirono a questa catena il nome di Montes Neptuni, cio&#195;&#168; le montagne di Nettuno, le montagne del mare, dunque sar&#195;&#160; per questo che le nostre colline in quella zona sono ancora oggi cave e magazzini di tonnellate di sabbia. Ripercorrendo le tracce del mito, si narra che per errore adirata di Gelosia Artemide uccise Orione e dopo aver capito l&#226;&#153;errore commesso, chiese aiuto a Zeus che comunque non era in grado di  ridonare la vita al figlio di Ir&#195;&#168;o, perch&#195;&#169; il volere ultimo &#195;&#168; quello del Fato, ma perch&#195;&#169; il  suo valore fosse ricordato all&#226;&#153;infinito lo trasform&#195;&#178; in una costellazione, vicino gli mise anche il suo fedele cane Sirio, gli accost&#195;&#178; la Lepre, simbolo della caccia, e le Pleiadi sue eterne amanti. Queste ultime per sfuggire alla sua passione scappano e si tuffano al di l&#195;&#160; dell&#226;&#153;orizzonte, determinando il sorgere del giorno. Orione  per l&#226;&#153;eternit&#195;&#160; vive l&#195;&#172;, in mezzo all&#226;&#153;orizzonte dove vi &#195;&#168; l&#226;&#153;apertura alla contrada, al sogno, alla dimora degli dei, dove ogni frutto e sogno nascono a nuova vita. Messina non poteva aver miglior simbolo per esprimere in maniera virtuosa la sua magnificenza e la sua gloria.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt; &lt;/P&gt;]]></content>
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	    <title>La Leggenda di Orione</title>
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	    <issued>2006-05-15T13:57:32Z</issued>
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	    <summary type="application/xhtml+xml"><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><I><SPAN style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma; mso-bidi-language: AR-SA">Orione Γ¨ una delle costellazioni piΓΉ splendenti, caratteristica che&#133;]]></summary>
	    <author><name>axia</name></author>
	    <content type="application/xhtml+xml" mode="xml" xml:lang="en-us"><![CDATA[&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;I&gt;&lt;SPAN style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma; mso-bidi-language: AR-SA&quot;&gt;Orione &#195;&#168; una delle costellazioni pi&#195;&#185; splendenti, caratteristica che ben si addice ad un personaggio che secondo la leggenda fu il pi&#195;&#185; imponente e pi&#195;&#185; bello degli uomini. &quot;Nessun'altra costellazione rappresenta pi&#195;&#185; chiaramente la figura di un uomo&quot; dice Germanico Cesare.Secondo il mito, Orione era figlio di Poseidone, il dio del mare, e di Euriale figlia del re Minosse di Creta. In cielo i cani del cacciatore (le costellazioni del Cane Maggiore e del Cane Minore lo seguono dappresso all'inseguimento della Lepre). Orione spos&#195;&#178; dapprima Side, cos&#195;&#172; orgogliosa della propria bellezza da rivaleggiare con Era, la quale per punirla la fece precipitare nel Tartaro. Privato della moglie, Orione si rec&#195;&#178; a Chio, chiamato da re Enopione che gli aveva chiesto di liberare l'isola dalle belve che la infestavano in cambio gli promise in isposa la figlia Merope, di cui Orione nel frattempo si era innamorato. Orione port&#195;&#178; a termine il suo compito, donando ogni sera a Merope le pelli degli animali uccisi, ma Enopione non mantenne ci&#195;&#178; che avva promesso. Una sera Orione amareggiato bevve un otre del vino di Enopione e tanto si riscald&#195;&#178; che irruppe nella stanza di Merope e abus&#195;&#178; della giovane principessa. Enopione invoc&#195;&#178; il padre suo Dioniso che incaric&#195;&#178; i Satiri di offrire altro vino ad Orione, finche il giovane cadde addormentato. Fu allora che Enopione gli strapp&#195;&#178; gli occhi e lo gett&#195;&#178; sulla riva del mare. Un oracolo annunci&#195;&#178; che Orione avrebbe recuperato la vista se avesse camminato verso oriente e rivolte le vuote orbite ad Elio nel punto dove egli sorge dall'oceano. Orione prese subito a vogare in una piccola barca e seguendo il fragore dei martelli dei Ciclopi, raggiunse l'isola di Legno. Col&#195;&#160; egli entr&#195;&#178; nella fucina d&#226;&#153;Efesto che impietositosi del suo stato, gli diede come guida un bimbo di nome Cedalione per accompagnarlo ai confini del mondo, nell'isola di Delo, dove di notte dimorava Elio, l'unico dio che avrebbe potuto restituirgli la vista.. Il Sole non soltanto lo guar&#195;&#172;, ma affascinato da quel giovane, volle giacere con lui per il resto della notte. Se ne innamor&#195;&#178; anche Eos l'Aurora che, volendo a sua volta sedurlo, lo rap&#195;&#172; trasportandolo a Delo. Dopo aver visitato in compagnia di Eos, ritorn&#195;&#178; a Chio per vendicarsi di Enopione, ma non riusc&#195;&#172; a trovarlo nell'isola, poich&#195;&#169; egli si era nascosto in una camera sotterranea preparata per lui da Efesto. Salpato per Creta, dove pensava che Enopione si fosse rifugiato per invocare l'aiuto del nonno Minosse, Orione s'imbatt&#195;&#168;te in Artemide, che nutriva come lui una grande passione per la caccia. La dea lo indusse a rinunciare ai suoi propositi di vendetta e a recarsi a cacciare in sua compagnia. Ora, Apollo sapeva che Orione non aveva rifiutato di giacere con Eos nell'isola sacra di Delo (l'aurora arrossisce ogni giorno al ricordo di quella profanazione) e che inoltre si vantava di voler liberare tutta la terra dalle belve e dai mostri. Poich&#195;&#169; temeva che sua sorella Artemide cedesse come Eos al fascino del bel cacciatore, Apollo si rec&#195;&#178; dalla Madre Terra e, riferendole in modo equivoco le vanterie di Orione, la indusse a scatenare contro costui la furia di un velenosissimo scorpione. Orion si difese dapprima con le frecce, poi con la spada, ma resosi conto che lo scorpione era invulnerabile, si tuff&#195;&#178; in mare e nuot&#195;&#178; verso Delo, dove sperava che Eos lo avrebbe protetto. Apollo allora disse ad Artemide: &quot;Vedi quell'oggetto nero che galleggia sul mare nei pressi di Ortigia? E' la testa di un malvagio chiamato Candaone, che poc'anzi ha sedotto Opide una delle tue sacerdotesse iperboree. Ti sfido a trafiggerlo con una freccia!&quot; Ora Candaone era il soprannome di Orione, ma Artemide non lo sapeva. Prese la mira, scocc&#195;&#178; la freccia e, quando raggiunse a nuoto la sua vittima, si accorse di aver trafitto il capo di Orione. Pianse allora e invoc&#195;&#178; Asclepio figlio di Apollo perch&#195;&#169; ridonasse la vita al giovane. Asclepio acconsent&#195;&#172;, ma fu colpito dalla folgore di Zeus prima di mettersi all'opera. Artemide pose tra le stelle l'immagine di Orione, eternamente inseguito dallo scorpione. Altri tuttavia affermano che Orione mor&#195;&#172; per il morso dello scorpione e che Artemide era irritata con lui perch&#195;&#169; egli aveva inseguito le sue vergini compagne, le Pleiadi figlie di Atlante e di Pleione. Esse fuggirono attraverso i campi della Beozia finch&#195;&#169; gli d&#195;&#168;i mutatele in colombe, ne immortalarono le immagini tra le stelle. Il nome Pleiadi, dalla radice plei &quot;salpare&quot;, si riferisce al fatto che esse sorgono in cielo quando il tempo si fa propizio alla navigazione. Pare che la settima stella del gruppo si sia estinta verso la fine del secondo millennio prima di Cristo, poich&#195;&#169; Igino narra che Elettra spar&#195;&#172; addolorata per la distruzione della casa di Dardano. Il vano inseguimento delle Pleiadi da parte di Orione, che avviene entro la costellazione del Toro, si riferisce al fatto che le Pleiadi sorgono poco prima che riappaia Orione. Si narrava anche un'altra versione del mito a proposito della sua nascita. Viveva a Tebe un vecchio contadino di nome Irieo, vedovo e senza figli, che un giorno offr&#195;&#172; l'ospitalit&#195;&#160; a due stranieri di passaggio sacrificando l'unico animale che gli era rimasto un bue. I due forestieri erano in realt&#195;&#160; Zeus ed Ermes, che alla fine del pasto gli domandarono che cosa desiderasse di pi&#195;&#185; al mondo. Il vecchio confess&#195;&#178; che avrebbe voluto un figlio. Gli d&#195;&#168;i gli dissero di portare davanti a loro la pelle del bue di cui si erano appena nutriti, vi sparsero il loro sperma, infine gli ordinarono di seppellirla. Dalla terra nacque un bambino che Irieo chiam&#195;&#178; Urione, in ricordo della sua origine. Ma l'eufonia e l'abitudine ne trasformarono il nome in Orione. Secondo un'altra ipotesi la figura greca di Orione potrebbe celare quella di Gilgamesh, il protagonista dell'omonimo poema. Re della sumeria Uruk, aveva rifiutato la dea Ishtar che gli si era offerta in sposa. La dea, furiosa aveva chiesto al padre Anu di vendicarla inviando contro quel regno il Toro celeste che provocava morte e desolazione nelle campagne. Gilgamesh decise di ucciderlo con l'aiuto di Enkdu: il quale, dopo averlo scovato nelle paludi dell'Eufrate, riusc&#195;&#172; ad atterrarlo mentre Gilgamesh gli piantava il pugnale nel cuore. Poi Enkidu, squartato l'animale, ne scagli&#195;&#178; i pezzi in cielo contro Ishtar&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/I&gt;&lt;/P&gt;

&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;I&gt;&lt;SPAN style=&quot;COLOR: black&quot;&gt; &lt;/SPAN&gt;&lt;/I&gt;&lt;/P&gt;]]></content>
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	    <title>La leggenda delle belle di notte.</title>
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	    <summary type="application/xhtml+xml"><![CDATA[<h2 style="MARGIN: auto 0cm">LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE</h2><SPAN style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language:&#133;]]></summary>
	    <author><name>axia</name></author>
	    <content type="application/xhtml+xml" mode="xml" xml:lang="en-us"><![CDATA[&lt;h2 style=&quot;MARGIN: auto 0cm&quot;&gt;LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE&lt;/h2&gt;&lt;SPAN style=&quot;FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: HE&quot;&gt;Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore pi&#195;&#185; bello.&lt;BR&gt;Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perch&#195;&#169; li attende sveglio d&#226;&#153;estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.&lt;BR&gt;Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell&#226;&#153;oscurit&#195;&#160;. Questo pianto si ripet&#195;&#169; a lungo, finch&#195;&#169; la Luna decise di trovarne la fonte. &lt;BR&gt;A lungo gir&#195;&#178; intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse. &lt;BR&gt;Un piccolo punto luminoso: era da l&#195;&#172; che proveniva il pianto. &lt;BR&gt;La Luna scese dal suo cocchio e si avvicin&#195;&#178;.&lt;BR&gt;Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. &#226;&#156;Chi sei tu? E perch&#195;&#169; rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? &#226;&#156; chiese la Luna. La lucciola spaventata alz&#195;&#178; gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.&lt;BR&gt;Allora disse: &#226;&#156;Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!&#226;&#157; &lt;BR&gt;&#226;&#156;Io sono Lumil, il principe delle lucciole!&#226;&#157;&lt;BR&gt;&#226;&#156;Perch&#195;&#169; piangi principe Lumil?&#226;&#157; chiese la luna.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Si avvicina la primavera e il mio popolo comincer&#195;&#160; a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti&#226;&#157; disse Lumil &#226;&#156;Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!&#226;&#157;&lt;BR&gt;&#226;&#156;E qual &#195;&#168; il problema? &#226;&#156; chiese la Luna. &#226;&#156;Il tuo popolo, da quando &#195;&#168; stato creato, &#195;&#168; sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi&#226;&#157;.&lt;BR&gt;&#226;&#156;E questo compito ci onora !&#226;&#157; rispose Lumil. &#226;&#156;Ma, vede signora Luna, c&#226;&#153;&#195;&#168; un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!&#226;&#157;&lt;BR&gt;&#226;&#156;E qual &#195;&#168; questo sogno?&#226;&#157; chiese la Luna.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!&#226;&#157; esclam&#195;&#178; Lumil.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Ma &#195;&#168; un sogno, e solo un sogno rimarr&#195;&#160;. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l&#226;&#153;ho disturbata&#226;&#157;. E cos&#195;&#172; dicendo Lumil vol&#195;&#178; via.&lt;BR&gt;La Luna ritorn&#195;&#178; in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.&lt;BR&gt;Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all&#226;&#153;improvviso il pianto cess&#195;&#178;.&lt;BR&gt;Sirio, una delle stelle, and&#195;&#178; dalla luna e le disse: &#226;&#156;Mamma ascolta!&#226;&#157;e la invit&#195;&#178; a tendere l&#226;&#153;orecchio.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Cosa devo ascoltare?&#226;&#157;chiese la Luna.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.&#226;&#157; rispose Sirio.&lt;BR&gt;&#226;&#156;E&#226;&#153; vero ! esclam&#195;&#178; la Luna . Non odo il suo lamento!&#226;&#157;&lt;BR&gt;&#226;&#156;E se gli fosse accaduto qualcosa?&#226;&#157; aggiunse Sirio molto preoccupata. &#226;&#156;Ti prego mamma va a vedere!&#226;&#157;&lt;BR&gt;E cosi fu. La Luna sal&#195;&#172; sul suo cocchio e and&#195;&#178; in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.&lt;BR&gt;Quando lo ebbe trovato, si ferm&#195;&#178; e si avvicin&#195;&#178;.&lt;BR&gt;Ferme, vicino al pozzo, trov&#195;&#178; tante lucciole e ad una di loro chiese:&lt;BR&gt;&#226;&#156;Cosa accade?&#226;&#157;la risposta la rattrist&#195;&#178;.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Il nostro principe si &#195;&#168; ammalato. Era molto triste perch&#195;&#169; sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.&#226;&#157;&lt;BR&gt;La Luna rimase l&#195;&#172; ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.&lt;BR&gt;Quando la vide il principe disse: &#226;&#156;Signora Luna, come mai &#195;&#168; ritornata?Io non ho pianto questa notte!&#226;&#157;&lt;BR&gt;&#226;&#156;Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!&#226;&#157; rispose la Luna dolcemente.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai &#195;&#168; finito. &lt;BR&gt;Raggiunger&#195;&#178; i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!&#226;&#157;&lt;BR&gt;Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole. &lt;BR&gt;Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.&lt;BR&gt;L&#226;&#153;amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Lumil la tua luce si spegner&#195;&#160; presto, questo io non posso evitarlo, ma &#226;&#147; disse la Luna &#226;&#147; andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda&#226;&#166;&#226;&#166;..&#226;&#157;&lt;BR&gt;La Luna si strapp&#195;&#178; una ciglia, la prese tra le mani e la pos&#195;&#178; in terra di fianco a Lumil.&lt;BR&gt;Come d&#226;&#153;incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie. &lt;BR&gt;Le foglie presero a germogliare, d&#226;&#153;improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.&lt;BR&gt;&#226;&#156;Ecco Lumil!Questo sar&#195;&#160; il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamer&#195;&#160; come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!&#226;&#157; Lumil pianse di gioia e disse: &#226;&#156;Grazie o luminosa Luna, sar&#195;&#160; bella di notte per il mio popolo!&#226;&#157;&lt;BR&gt;E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e vol&#195;&#178; sul suo fiore. E l&#195;&#172; si spense felice.&lt;BR&gt;Da quella notte, tante volte la Luna si &#195;&#168; levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d&#226;&#153;estate guarda i prati, sorride.&lt;BR&gt;Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c&#226;&#153;&#195;&#168; soltanto una pianta, la pi&#195;&#185; bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: &#195;&#168; la pianta nata vicino al pozzo ed &#195;&#168; la sola che non ha bisogno di luce perch&#195;&#169; nei suoi fiori vive Lumil!&lt;/SPAN&gt;]]></content>
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